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Accessori per arrampicata: cosa ti serve davvero nell’imbrago
Un arrampicatore che progredisce non aggiunge attrezzi a caso: ogni accessorio per arrampicata risponde a un problema specifico incontrato in falesia, in sala o su blocco. La magnesite limita la traspirazione delle mani su una presa a tacche. Il sistema di assicurazione evita una caduta a terra in caso di errore di manipolazione. L’elmo protegge da una caduta di pietra su una via multilunghezza. Questa pagina riunisce l’attrezzatura complementare alla corda e alle scarpette: tutto il necessario per equipaggiare un imbrago in modo coerente, senza ridondanze inutili.
Magnesite e borotalco: gestire la traspirazione sulla via
La magnesite (carbonato di magnesio) assorbe l’umidità delle mani. Esiste in tre forme principali: in polvere libera, in blocco compresso da sgranellare da soli, o in pallina di tessuto (il “borotalco”), che rilascia una quantità più controllata e sporca meno la presa. In sala, molte strutture ora vietano la polvere libera a causa della polvere sospesa e impongono il borotalco o la magnesite liquida, che si asciuga in circa 30 secondi e lascia un film più sottile sulla pelle. Per un arrampicatore che affronta le vie con forte caldo, una miscela liquida alla base prima del riscaldamento seguito da borotalco di riserva nel sacchetto di magnesite evita di ricaricare ogni due prese.
Sacchetto di magnesite o scatola: quale formato per quale uso
Il sacchetto di magnesite morbido, indossato in vita, rimane il riferimento in falesia e su vie: segue il movimento del bacino e si chiude con un cordone scorrevole per non svuotarsi in caso di caduta di testa. La scatola rigida, invece, domina nel blocco: posata a terra accanto al crash pad, offre un’apertura larga che permette di reimmergere la mano senza mirare, un vero guadagno di tempo tra due tentativi sullo stesso problema.
Sistemi di assicurazione: dal tubo al freno assistito
La scelta del sistema di assicurazione cambia il margine d’errore concesso al secondo di corda. Un tubo classico (tipo ATC) frena la corda per pizzicamento in una gola e richiede una mano morta costante sotto la corda di frenatura. Un sistema a freno assistito, come il GriGri lanciato da Petzl nel 1991, aggiunge un bloccaggio meccanico che limita lo scorrimento della corda in caso di rilascio accidentale della mano di frenatura — tuttavia non dispensa mai da un gesto di assicurazione corretto, la corda deve rimanere tenuta in permanenza. In falesia su grande via, il tubo rimane apprezzato per la sua leggerezza e versatilità in calata doppia corda, che il freno assistito gestisce più difficilmente secondo i modelli.
- Tubo semplice: leggero (50-70 g), poco costoso, richiede una tecnica rigorosa.
- Freno assistito a camma: bloccaggio automatico in caso di urto, presa in mano rapida per principiante supervisionato.
- Freno assistito a pastiglia: buon compromesso peso/sicurezza, meno costoso di un modello a camma.
Moschettoni, dégaines e longe: la catena di sicurezza
Un moschettone a vite (avvitato, a tripla azione o automatico) si utilizza ovunque un’apertura accidentale sarebbe critica: stazioni di sosta, assicurazione, longhiera di via ferrata. Un moschettone semplice, invece, equipaggia le dégaines su vie sportive, dove la velocità di ancoraggio è prioritaria. La norma UIAA impone una resistenza minima di 20 kN nell’asse maggiore per un moschettone da arrampicata; al di sotto, l’attrezzatura non deve essere utilizzata in falesia. Per le dégaines, una lunghezza di 12 cm è adatta alle vie verticali classiche, mentre 17-25 cm riduce lo strattone della corda sui passaggi in sporgenza o in traversata.
Elmo: quando diventa indispensabile
In interno, l’elmo rimane raramente indossato per mancanza di rischio di caduta di pietra. In falesia attrezzata, in particolare sotto una parete frequentata o friabile, cambia le cose: un elmo certificato EN 12492 assorbe un impatto puntuale (caduta di sassolino) e un impatto distribuito (urto contro la parete durante una caduta), due scenari che le norme per bici non coprono. Il peso dei modelli recenti con guscio in schiuma EPS si aggira intorno a 200-250 g, contro 350-400 g per i vecchi modelli con guscio rigido ABS.
Crash pad e spazzola: il blocco ha le sue esigenze
Nell’arrampicata su blocco, senza corda, il crash pad sostituisce il sistema di assicurazione: uno strato di schiuma ad alta densità alla base (10-12 cm) assorbe l’urto principale, uno strato di schiuma più morbida in superficie distribuisce la pressione sulla caviglia. La spazzola, in nylon per la pulizia ordinaria o in ottone per raschiare una presa calcarea incrostata, completa l’attrezzatura: pulire una presa prima di arrampicare cambia davvero l’aderenza, soprattutto su arenaria che trattiene più magnesite del calcare compatto.
